photography blog: http://combinazionediveritaebellezza.tumblr.com/
E siamo come un libro dalle pagine vuote, incomplete, sbiadite;
trenta, settantasei, centotredici spazi.
Infiniti spazi, tra di noi: sui nostri cuori, tra le nostre mani, sulle venature della pelle, dei tuoi sogni, dei miei tormenti.
E noi, che siamo sempre stati bravi a pensarci.
A scriverci con penne ormai scariche,
a distruggerci,
a farci l’amore.
L’amore, che poi è questo:
tu che non puoi vivermi e io che ti vivo lo stesso.
Io che se torno indietro trovo maree di ricordi, oceani di ritorni.
Noi che ci siamo cercati, divisi, illusi, feriti.
L’amore è che “ne vali la pena, quindi sorridi” .
L’amore sono io, che “ho finito l’inchiostro, ti scrivo col cielo.”
E l’amore sei tu.
Continuamente, tu.
Come quando sei in acqua e non senti più niente.
Ti prepari, prendi fiato, riempi i polmoni d’aria e vai sotto. Per un attimo ti scordi di tutto il resto, sei da solo.
Ecco, esattamente così.
Troppe volte questa vita ha il sapore della delusione, del dolore, della tristezza. Quando succede a me, quando sono talmente triste da non riuscire nemmeno a respirare, a parlare, a camminare, quando succede a me, io scappo. Corro a nascondermi dietro qualcosa di più grande, mi siedo e aspetto che passi. Cerco un posto in cui rifugiarmi e, il più delle volte, vado al mare.
Io non so come fa, non lo so davvero, ma credo che ci sia qualcosa nell’ aria, nel suo colore. Guardo il mare e resto il silenzio, mi piace ascoltare il suono delle onde. Resto lì ferma sulla spiaggia e penso che niente e nessuno potrebbe mai farmi male. Mi sento protetta dalla sua grandezza, quasi fosse una mano che mi afferra mentre sprofondo nel vuoto. Sono convinta che stia lì ad aspettarmi, giorno e notte, per raccogliere i miei pensieri negativi e trasformarli in qualcosa di buono. Lui mi aspetta, lui c’è, il mare.
Impariamo a camminare, a parlare, a mangiare da soli. Ci insegnano a leggere, a scrivere e a far di conto. Possiamo migliorare, eccellere e coltivare nuovi interessi ma c’è una cosa che non possiamo assolutamente controllare. Non siamo capaci di tenere a bada il dolore. Nessuno ci insegna come stare al mondo e impariamo a vivere davvero solo quando veniamo a contatto con il dolore, con la sofferenza che prima o poi tocca ognuno di noi. In quel caso non abbiamo la possibilità di scegliere, non possiamo decidere cosa sia meglio fare. Il dolore arriva e ci trafigge, ci prende a schiaffi, ci butta a terra e non ci tende la mano per aiutarci a stare di nuovo in piedi. Dobbiamo farcela da soli, dobbiamo alzarci senza l’ aiuto di nessuno e solo allora sapremo quanto siamo forti, quando essere forti è l’unica scelta che abbiamo.
Sono incazzata, delusa, amareggiata. Ho perso il mio credo e le mie certezze, ho perso l'unico amore degno di essere chiamato tale. Si perché questo rappresentavano Meredith e Derek, l'amore quello vero. Loro erano l'amore che può tutto, che sopravvive e che supera ogni ostacolo. Erano la speranza, la forza, la passione. Cosa me ne faccio adesso del matrimonio con un post-it? Cosa me ne faccio del “Prendi me, scegli me, ama me”? Cosa? Il primo incontro al bar, la casa con le candele, Zola, Bailey, cosa significano adesso? Cosa me ne faccio del tumore disegnato sul muro, del “Sei stata ossigeno puro mentre stavo annegando” ? Della proposta di matrimonio in ascensore, del sesso clandestino nella stanza del medico di guardia? Cosa ? Io non ce la faccio. Che nessuno, nessuno mi venga a dire che era solo un personaggio, che Grey’s Anatomy è solo un telefilm. Derek era il cavaliere dalla “scintillante non mi ricordo cosa” e quello show è uno stile di vita. È per questo che piango e non accetto, che vado a stendermi sul pavimento del bagno come Izzie mi ha insegnato. Dieci anni, non un giorno. Dieci anni di amori, traumi, drammi. Dieci anni e tutto viene spazzato via così? L'ho capito Shonda, ho capito che la vita è una puttana e che tutto cambia in un istante ma questo è davvero troppo! Questo è un insulto, la morte di Derek è uno schiaffo in piena faccia che ti coglie quando meno te l'aspetti. Non è giusto, non è proprio giusto. Sono sopravvissuta ad una bomba, ad un annegamento, ad una sparatoria, ad un incidente aereo, ad una tempesta, all'addio di Cristina. Ho sopportato incidenti, mutilazioni, aborti, sangue e dolore. Parlo in prima persona perché io ero lì. C'ero in ogni momento, ho assistito ad ogni litigio e incomprensione con la convinzione che niente e nessuno avrebbe distrutto il loro amore. Meredith e Derek mi hanno fatto sognare, piangere, ridere. Loro mi hanno regalato emozioni con un solo sguardo, un abbraccio, con una sola battuta ad episodio. Loro erano l'essenza di questo show, Derek era la speranza che l'amore vero prima o poi arriva per tutte. Era il Dio neurochirurgo, a volte un pò troppo presuntuoso e troppo sicuro di se ma capace di rischiare il tutto per tutto pur di salvare una vita. Lui era solo un ragazzo in un bar, l'avventura di una notte che diventa l'amore di una vita, il marito innamorato e il padre perfetto. Derek voleva tutta la vita e non 48 ore ininterrotte, voleva una casa per loro, una vita insieme. È per questo che sono incazzata, per il lieto fine che non c'è, per l'ironia della sorte. Sono arrabbiata e delusa perché non si può cancellare tutto in 20 minuti, con un incidente d'auto che ti strappa via ciò in cui credi. Derek non doveva morire o almeno non così, non a causa di medici incompetenti e di un emorragia cerebrale. I suoi occhi spaventati, spalancati per la paura, lui disteso su quella barella che capisce tutto e non può parlare. Lui che sa che i medici stanno sbagliando, che è consapevole di avere una possibilità per salvarsi, che la vita è ancora lì e lui non può afferrala. Derek che capisce che sta per morire, che realizza che è finita. Ecco, questo non mi dimenticherò, quest'immagine che resterà impressa nella mia mente per chissà quanto tempo ancora. Per tutto ciò Shonda, per questa sofferenza e per avermi fatto credere che il lieto fine esiste e non è vero, per avermi preso in giro, per aver rovinato ogni cosa, per questo non ti posso perdonare. Mi hai tolto tutto, mi hai tolto l'happy ending che speravo di vedere. I’m done.
“It’s a beautiful day to save life”
Goodbye McDreamy. ❤️
È quasi l'una di notte, tutto tace tranne la mia mente affollata di pensieri. Non so so più niente da un pò, non ho più certezze. È quello che sento da tanto tempo e che scrivo di getto adesso che penso a te. Perché si, ci penso eccome a te. So che probabilmente è sbagliato, che dovrei raccogliere i pezzi di ciò che rimane di noi e gettarli via ma io non ci riesco. Io quei pezzi li raccoglierei sì ma non per buttarli, per rimetterli insieme uno ad uno. Sono convinta che verrebbe fuori un bel puzzle, sai? Uno di quelli difficili da costruire ma che poi, quando lo guardi, ti fa dimenticare tutto il tempo trascorso a unire i pezzi. Mi manchi nonostante tutto, nonostante le brutte parole e gli errori. Adesso, in questo preciso istante, mi manchi. È forse il periodo più difficile della tua vita e ci sono tante cose che vorrei fare. Vorrei stringerti le mani e dirti di non aver paura.Vorrei abbracciarti e poterti dire che tutto questo dolore che adesso senti prima o poi sarà meno intenso, che farà un pò meno male. Invece sono qui, seduta a cercare parole adatte per esprimere qualcosa che non so cos'è e che probabilmente mai troverò.
What if I don’t complete the person that completes me?
Potrei dirti che sono passati quasi due anni, che ormai vivo a Parma e che mi trovo anche bene. Ho dato tutti gli esami, sai? Mi sto impegnando, sto studiando molto. Potrei dirti che a volte mi manca casa, che mi mancano le persone a me più care ma in questo caso dovrei includere anche te. Dovrei dire che ci sei anche tu tra quelle persone, quelle che mi mancano di più e forse devo solo dirlo ad alta voce per convincermi che sia così. Non c’è stato giorno, da quel 4 Aprile 2013, in cui io non abbia pensato a te. La mia vita è frenetica, è vero, ma ci sono cinque minuti che prendo per me. Cinque minuti ogni giorno in cui il resto scompare, in cui il mio pensiero va a te. Mi basta un bambino per strada che porta il tuo stesso nome, un viso, un gesto che mi ricorda te. Allora mi prendo quei 5 minuti che forse saranno niente in confronto al resto del giorno ma che per me sono tutto. Mi manchi e non so cosa fare, cosa dire, cosa pensare. Mi manchi e mi chiedo perché non ho il coraggio di scriverti, di dirti quello che penso, perché preferisco restare in questo limbo. Sono anni che resto ferma, con le mani in mano ad aspettare il momento giusto che non arriva mai. Ho anche pensato di prendere il primo aereo e di raggiungerti, di scappare per venire da te .. Ma che senso avrebbe avuto? “Non si scappa da se stessi”, mi hai detto una volta. Avevi ragione, non si scappa da se stessi, non ha senso. Però non ha senso nemmeno scappare e lasciare chi a te ci tiene davvero, senza pensarci due volte, senza riflettere. Non è giusto nemmeno lasciarmi in questo modo, in un labirinto senza via d'uscita. Per questo mi ritrovo qui a scrivere parole vuote, ad aspettare quei 5 minuti al giorno che sono l’unica cosa che mi resta.
Sono stanca di stare da sola e di dover sopportare tutto questo. Sono stanca della mia insicurezza, dei mie dubbi, dei miei continui tira e molla. Delle storie di una notte, delle delusioni, delle batoste. Io non ce la faccio più. Non ci riesco più a far l'indifferente, la dura, quella con la sigaretta sempre in mano che se ne frega degli altri. Non posso farlo più.
A volte arrendersi è la mossa giusta, invece.
Puoi amare una persona quanto vuoi, puoi amarla in ogni modo, in ogni forma, con ogni millimetro del tuo corpo.
Ma arriva quel momento, quel dannato momento, in cui devi amare più te stesso.
Devi capire che è il momento di alzare la bandiera bianca.
Per te, non per altri.
E farà male, farà malissimo, ma andare avanti è la soluzione più giusta, quella che poi frutterà.
È inutile inseguire storie che non hanno né capo né coda, non vale la pena lottare per chi non ci ha mai nemmeno provato, per chi sta lottando per qualcun altro.
Magari continuerai ad amarla, quella persona, certo, non si smette d’amare qualcuno che hai amato con così tanta forza in un istante.
Ma pian piano le cose andranno meglio.
Troverete qualcuno per cui lottare, ma che lotta a sua volta per voi, non per altri.
L’amore si fa in due, la guerra pure. Abbiate il coraggio di arrendervi, di fare un passo indietro e prendere un’altra strada.
Non restate fermi nelle sabbie mobili. Non state lottando, ragazzi, state solo affondando.